Archive for category News

Date: March 5th, 2011
Cate: News, Politica

[liete novelle] Tuvixeddu 1 – speculatori cagliaritani 0

immagine dalla mostra temporanea sull'area archeologica di Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo, insensatamente minacciata dalla speculazione edilizia

Raccontavo da un’altra parte del web, nell’Aprile 2010, della passeggiata per Cagliari in compagnia di una Visiting Professor americana, sull’Isola per delle conferenze.
Chiedevo agli interlocutori di immaginare la faccia della suddetta Visiting Professor —antropologa culturale e donna di vastissima cultura— mentre le spiegavo come l’area di Tuvixeddu, ovvero la più grande necropoli punica del Mediterraneo (!), oggetto della mostra temporanea che stavamo visitando, era minacciata dagli speculatori, che a colpi di carte bollate volevano creare un bel quartierino per ricchi cagliaritani; e traducevo per lei il contenuto di alcuni messaggi lasciati sul libro dei visitatori al Museo Archeologico di Cagliari.
Il tenore dei messaggi era questo (perché un’immagine, si sa, vale ben più di mille parole):

immagine dalla mostra temporanea sull'area archeologica di Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo, insensatamente minacciata dalla speculazione edilizia
immagine dalla mostra temporanea sull'area archeologica di Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo, insensatamente minacciata dalla speculazione edilizia

dal libro dei visitatori


I commenti via web sul caso ve li lascio immaginare, anche perché non vorrei turbare la sensibilità né la suscettibilità dei tanti Signori del Mattone e del Cemento isolani, e dei loro circoli dalle volte stellate illuminate da led (è tutto vero, e chi è stato in Piazza Indipendenza a Cagliari durante Monumenti Aperti mi darà ragione).
Però oggi dal sito di Sardegna Democratica è arrivata la lieta novella, e non ci sono parole migliori che quelle da loro usate per definire la storica sentenza del Consiglio di Stato:

Con la sentenza del Consiglio di Stato che sulla vicenda di Tuvixeddu, dà ragione alla Regione e al PPR la Sardegna registra una giornata storica. Un paesaggio culturale identitario, uno dei più importanti dell’isola è stato finalmente restituito ai cittadini, al popolo, a tutti noi. Non più case con vista su tomba punica, non più parco archeologico condominiale, ma bene comune, di ciascuno di noi, indisponibile.

Di questi tempi in cui i diritti dei privati vincono costantemente sul bene comune questa sentenza è un raggio di luce nelle tenebre della speculazione. Forse segna un’inversione di tendenza, un segno che tanti anni di speculazione, di cementificazione esasperata hanno ormai raggiunto un punto di non ritorno e le istanze dei privati e degli speculatori non sono più bene accolte come in altri tempi.

L’importanza di questa sentenza verrà capita veramente solo tra qualche anno, quando verrà inquadrata come uno degli atti più importanti della fine del berlusconismo, del ritorno di quei principi che sono il cardine delle democrazie e degli stati moderni. Una vittoria come questa è frutto dell’impegno di associazioni, di studiosi impegnati e determinati a difendere la storia collettiva, di semplici cittadini che per anni hanno lottato, scritto perché questo avvenisse.

E’ soprattutto la vittoria della Giunta Regionale di centro sinistra presieduta da Renato Soru, che con il PPR e con i vincoli in quell’area ha ottenuto che un bene così importante fosse restituito a Cagliari, alla Sardegna, al mondo. Un atto come questa sentenza basta a qualificare l’operato di una amministrazione.

Che stia davvero cambiando qualcosa?
Il testo completo della sentenza qui, e anche un bell’artico di Francesco Erbani su Repubblica.
…e ora, speriamo che tocchi all’Anfiteatro Romano.

Date: February 7th, 2011
Cate: Architecture, Books, Life, News

Biblioteche e libertà

Da almeno quindici anni, ma ultimamente ancor più del solito, la cronaca italiana è monopolizzata dai noti fatti dell'Arcorensis Ridens, e comunque i quotidiani italiani e la stampa in genere parlano ben poco di quanto succede all'estero (anche se spesso in prima pagina trovano ampio spazio notizie fondamentali et irrinunciabili provenienti dalla più qualificata stampa estera, tipo il Daily Mail o il Sun -in genere riguardanti protesi al silicone, eccesso di viagra o storie di corna, immagino per non sfigurare a fianco ai noti fatti di Arcore & Villa Certosa).

Di fatto, però, sono ben più sconcertanti gli editoriali che purtroppo compaiono: ad esempio la perla prodotta da Severgnini ieri, a chiosa delle affermazioni di Cameron alla Conferenza sulla Sicurezza tenutasi a Monaco. Oltre probabilmente a non aver capito bene cosa intendesse dire il Primo Ministro inglese e quali fossero le implicazioni del suo discorso, il pessimo Severgnini s'è sbilanciato proponendolo addirittura a modello per la destra italiana, dimenticandosi di raccontare -chissà perché- cosa sta succedendo in UK.

E una delle cose importanti che sta capitando in Gran Bretagna, e della quale ovviamente la stampa italiana si guarda bene dallo scrivere, è la mobilitazione dei cittadini contro la drastica ristrutturazione del sistema bibliotecario britannico.

Immagini della protesta nella biblioteca di Leeds, dal Guardian

Dal Guardian: Protesta nelle biblioteche di Leeds


Il racconto della guest blogger Jess Leigh sul Guardian, così come tutta la serie di articoli sul tema, sono davvero interessanti e meritano un approfondimento.

Considerato quanto successo in Veneto, con l'assessore alla cultura -tale speranzon, ieri missino oggi berlusconiano- della provincia di Venezia (volutamente in minuscolo), che pone il veto alle pubbliche biblioteche di possedere libri degli autori che hanno firmato l'appello pro-Battisti, oltre a porre il veto a qualsiasi iniziativa culturale che li veda come protagonisti o partecipanti (per chi ancora non sapesse, consiglio di leggere qui), la riflessione sulle biblioteche come piazze del sapere, così come le definisce Antonella Agnoli, rivela tutta la sua urgenza ed attualità:

Una democrazia non si riduce alle elezioni: può funzionare soltanto se i cittadini imparano a discutere e a confrontarsi civilmente in altre sedi [...].
La perdita dell'abitudine a ritrovarsi e confrontarsi in piazza, al bar, dal parrucchiere è uno dei molti motivi che rendono la nostra democrazia un guscio vuoto. [...]
In America, in Gran Bretagna e nei paesi nordici sono state, e sono, proprio le public libraries i punti di ritrovo più naturali per i gruppi di cittadini impegnati in attività che nascono dal basso: esse favoriscono iniziative di ogni tipo [...]
In città sempre più in preda alla paura del diverso la biblioteca è un luogo sicuro, dove si può constatare che la mamma nigeriana con il suo biberon non ha problemi diversi dalla mamma italiana con i suoi pannolini. Sempre di più in biblioteca si vedono molte immigrate, in alcuni casi -soprattutto per le donne arabe- è l'unico luogo sociale che frequentano, in genere come accompagnatrici dei figli. Nel pensare la biblioteca questo è un aspetto da prendere in considerazione, perché portare fuori i bambini è l'elemento che ha consentito alle donne di uscire di casa: dare loro un luogo di ritrovo e di socializzazione con persone esterne alle loro comunità è un passo importante sulla via dell'integrazione. [...]
In una biblioteca sociale sembra possibile il miracolo: persone lontane per età, condizione sociale, comportamenti e costumi condividono lo spazio di un atrio, di una terrazza o di una sala di lettura senza respingersi. Forse il fatto che la biblioteca accoglie e accetta tutti è stato metabolizzato: quando i cittadini entrano capiscono che, per quanto diversi, tutti abbiamo qualche cosa in comune. Questo aiuta a migliorare la qualità della vita in tutta la città, ne fa un luogo più piacevole da vivere.

Da leggere anche il bell'articolo su Nazione Indiana.

Per chi volesse acquistare online, consiglio LaFeltrinelli e Webster.

Date: October 16th, 2009
Cate: Mal di Testa, News, Politica, Rants, Uncategorizable
2 msgs

Gelmini: un Curriculum Vitae di tutto rispetto.

Molti di voi diranno che si tratta di cosa lapalissiana ed evidente, certo:

Nel mese di marzo dell’anno 2000 una signora, presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo partito, con la seguente motivazione

[Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000]:

”manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa“.

Il consigliere comunale in oggetto si chiamava Maria Stella Gelmini, ora Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica.
[via Woland]